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Il discorso di Haruki Murakami sul centrale nucleare

Ho tradotto in italiano il discorso di Haruki Murakami sul centrale nucleare che ha fatto il 9 di giugno. Ci voleva tanto tempo, ma…… Spero che tanti cari italiani lo leggano.
Allora, questo!


(omissis)

Vorrei continuare a parlare in maniera chiara della questione della centrale nucleare di Fukushima.

Probabilmente già saprete che tra i sei reattori nucleari, tre sono rimasti danneggiati dal terremoto e lo tsunami e stanno ancora spargendo radioattività nei dintorni. Si è verificata la fusione del nocciolo. La terra d’intorno è stata contaminata e dell’acqua contenente particelle radioattive, sta scorrendo nel mare intorno alle coste. Oltre a questo, il vento sta trasportando una vasta quantità di radiazioni in altre zone.

Oltre centomila abitanti della zona di Fukushima sono stati costretti a lasciare le loro case e ad allontanarsi dai quartieri periferici. Non sanno nemmeno se potranno ma più farvi ritorno. Mi rammarica inoltre il fatto che i danni si stanno estendendo anche ai paesi limitrofi il Giappone.

Perché è sucesso questo disastro? La causa è ovvia: perché chi ha costruito la centrale non ha calcolato la possibilità di uno tsunami così enorme. Alcuni esperti richiedevano di riesaminare le norme di sicurezza, indicando che in passato un enorme tsunami, come quest’ultimo, si è infranto nella stessa zona. Ma la compagnia elettrica non ha tenuto seriamente conto di questo suggerimento. Perché una società alla ricerca del profitto non vuole investire ingenti somme di denaro per la prevenzione di uno tsunami enorme che potrebbe arrivare tra 100 anni o più.

E poi sembra che il governo, che avrebbe dovuto controllare le misure di sicurezza delle centrali nucleari, abbia invece abbassato il grado delle norme di sicurezza stesse.

Noi dobbiamo indagare a fondo a questa situazione e denunciare tutti gli eventuali errori e negligenze. Più di diecimila persone hanno dovuto cambiare la loro vita lasciando la loro terra. Dobbiamo arrabbiarci. È legittimo!

(omissis)

Dopo la seconda guerra mondiale il Giappone aveva due grandi aspirazioni: la prima era la ripresa economica, l’altra la rinuncia alla guerra. Qualunque cosa sarebbe accaduta, non avremmo fatto più ricorso alle armi. Avremmo ottenuto il benessere economico e desiderato la pace. Questi erano i nuovi orientamenti dello Stato giapponese.

Ai caduti per la bomba atomica di Hiroshima, sono dedicate le seguenti parole incise su un monumento:

"Adesso potete dormire tranquillamente! Non ripeteremo più gli sbagli del passato."

Sono delle parole bellissime. Noi non eravamo solo vittime ma anche carnefici. Il senso delle parole è questo. Davanti all’assoluta potenza nucleare chiunque di noi è vittima, ma nello stesso tempo anche complice. Dal punto di vista della minaccia del nucleare, eravamo tutti vittime. Ma l’avere estratto quella potenza e non aver potuto impedire di usarla per fini sbagliati, ha reso tutti noi responsabili.

Ora che sono passati sessantasei anni dal lancio delle bombe atomiche, la centrale nucleare di Fukushima sta spargendo radiazioni e sta contaminando la terra, il mare e l’aria nei dintorni da tre mesi. Non sappiamo quando e se sarà possibile fermare tutto questo. È il secondo grave danno nucleare che noi giapponesi abbiamo sperimentato nella nostra storia, però questa volta nessuno ci ha lanciato delle bombe. Noi giapponesi stessi abbiamo provveduto da soli a danneggiare il nostro paese distruggendo la nostra vita.

Perché è successo tutto ciò? Il rigetto del nucleare che abbiamo continuato ad avere per lungo tempo dopo la guerra dov’è finito? La società pacifica e ricca che abbiamo conseguentemente desiderato da cosa è stata deformata e distrutta?

La spiegazione è semplice: si tratta di efficienza.

Le società elettriche sostengono che il nucleare sia un ottimo sistema per la produzione di energia elettrica. È quello insomma più proficuo. E anche vero che il governo giapponese, soprattutto dopo la crisi petrolifera, ha avuto dei forti dubbi riguardo la stabilità di rifornimento di petrolio grezzo nel prossimo futuro. Per cui, come politica nazionale, ha spinto verso la produzione di energia nucleare. Le società elettriche hanno investito una forte somma di denaro per la propaganda e hanno corrotto i mass-media. Alla fine è stata inculcata nelle menti del popolo l’illusione che la produzione di energia nucleare fosse sicurissima.

Senza che nessuno se ne accorgesse, già l’energia nucleare forniva il 30% del fabbisogno nazionale. Mentre non ce ne rendevamo conto, il Giappone, questo piccolo paese insulare in cui sono frequenti i terremoti, si classificava al terzo posto nel mondo come numero di centrali nucleari.

Ormai non si poteva più tornare indietro. Il dado era tratto. A coloro che avevano dei dubbi riguardo la produzione di energia nucleare veniva fatta una domanda dai toni minacciosi: “ Siete disposti a vivere senza sufficiente energia elettrica?" Allora fra le persone è cominciato a circolare un sentimento di impotenza: non possiamo fare a meno delle centrali nucleari. Se per esempio non si potesse usare il condizionatore d’aria durante la caldissima e umida estate giapponese, sarebbe come una tortura. Per cui chi mostrava dei dubbi riguardo il nucleare veniva etichettato come un folle sognatore.

Adesso siamo a questo punto avendo deciso di percorrere una ben determinata strada. Il reattore nucleare che sarebbe dovuto essere efficientissimo e sicuro, ormai è caduto in disgrazia. È come se avessimo aperto le porte dell’inferno. Questa purtroppo è la realtà.

Nelle parole: “Accettate la realtà!" di chi ha promosso il nucleare, questa attuale possibilità non esisteva. Poteva essere al massimo una visione altrui semplicistica e superficiale. La loro verità era dettata dalla convenienza.

È stato il crollo del mito dell’efficienza tecnologica di cui il Giappone andava a lungo fiero. Allo stesso tempo è stata la sconfitta della nostra condotta e morale. Perché noi giapponesi abbiamo approvato tacitamente il loro raggiro verbale. Adesso ci accaniamo contro la società elettrica e il governo. Questo è normale e necessario. Però allo stesso tempo dobbiamo accusare anche noi stessi. Noi siamo le vittime, tuttavia siamo anche i colpevoli. Dobbiamo averlo bene in mente altrimenti ripeteremo nuovamente gli stessi sbagli un’altra volta.

"Adesso potete dormire tranquillamente! Non ripeteremo più gli sbagli del passato."

Dobbiamo imprimere nuovamente nella nostra testa queste parole.

(omissis)

Noi dovevamo continuare a gridare “No” al nucleare. Questa è la mia ferma opinione.

Dovevamo raccogliere le nostre capacità tecnologiche, i nostri migliori scienziati e investire capitali pubblici e privati nella ricerca di una diversa produzione di energia efficace che potesse sostituire quella nucleare a livello nazionale. Anche se tutto il mondo ci avesse deriso dicendoci che non esistono migliore altrenative, che noi giapponesi siamo degli stupidi a non approffitare di tale risorsa, noi avremmo dovuto continuare ad avere la stessa avversione di sempre verso il nucleare. Sentimento che è maturato in noi dopo l’esperienza delle bombe atomiche. Non avremmo mai dovuto arrendrci. Nei nostri propositi del dopo guerra, dovevamo considerare anche lo sviluppo di un’energia che non fosse quella nucleare.

(omissis)
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by arinko-s | 2011-08-18 20:40 | 本日のイタリア語
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